L'abbaio eccessivo

L’abbaio è una forma di comunicazione.
La comunicazione acustica comprende differenti vocalizzazioni con diverse finalità comunicative: abbai, ringhi, mugolii, ululati. Permette di raggiungere soggetti che si trovano a notevole distanza e rivela due tipi di informazioni: la presenza di un individuo della stessa specie (la sua posizione e lo stato sociale) e la motivazione dell’emittente, con segnali connessi con la vita sociale (attività di gruppo, comportamento territoriale, allarme), sessuale (richiamo del partner, corteggiamento, rivalità) e familiare (segnali di contatto e di relazione tra madre e cuccioli).
Quindi l’abbaio fa parte del repertorio comunicativo del cane.
Qualora diventi eccessivo, però, può essere fonte di lamentele da parte dei vicini ma anche un disturbo per gli stessi proprietari.
Per migliorare o risolvere tale situazione è necessario capire lo stato emotivo del cane e cosa voglia comunicarci.
Esistono infatti vari tipi di abbaio caratterizzati da diverse sonorità ed emessi in situazioni differenti.
Ad esempio l’abbaio di eccitazione, caratterizzato da un’alta frequenza, è una manifestazione di gioia o di attesa e il cane sarà in movimento. Le situazioni in cui si può verificare possono essere varie: nell’attesa di uscire, al rientro del proprietario, all’arrivo di ospiti, alla vista di altri cani…
L’abbaio di allarme invece è un avvertimento di un possibile pericolo per il gruppo. Sarà breve ed acuto.
Talvolta la paura (rumori forti e improvvisi, comportamenti minacciosi di persone o cani, ecc…) spinge il cane ad allontanare lo stimolo che lo spaventa con l’abbaio. Il timbro è alto e il suono sarà ripetuto in serie.
Altre volte il cane abbaia per fare la guardia, quindi per la difesa del territorio. Spesso l’abbaio in questo caso è accompagnato dal ringhio.
La frustrazione può essere un altro motivo di abbaio, che esprime insoddisfazione. Il suono è ripetitivo, talvolta termina con un ululato.
Infine l’abbaio può anche essere appreso, quando viene, spesso involontariamente, rinforzato. In questo caso il cane abbaia, si guarda intorno in cerca di attenzioni, e abbaia nuovamente.
Un ultimo spunto di riflessione riguarda la razza: a seconda dello scopo per cui sono state selezionate, alcune razze (come per esempio i Terrier) tendono ad abbaiare più di altre.
L’abbaio dei molossi e dei cani da pastore difensori delle greggi è breve e profondo per tenere lontano i predatori, mentre quello dei cani conduttori delle greggi ha una tonalità e una frequenza più alte. I cani da muta, come i segugi, si esprimono con un’ampia gamma di vocalizzazioni, ognuna associata ad un preciso compito. I cani “avvisatori” hanno un abbaio acuto e frequente. Invece l’abbaio è poco presente nelle razze da riporto, da ferma, nei levrieri e nelle razze nordiche.
Nell’analisi di ogni specifica situazione dovremo tenere conto anche di questo aspetto.

 

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